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Commissione Deontologica Campania

Cos'è la Commissione Deontologia del Consiglio dell’Ordine della Campania?

La Commissione Deontologia è una commissione permanente istituita con deliberazione del Consiglio dell’Ordine, che opera con funzioni istruttorie e consultive all’interno del Consiglio stesso, facendosi carico di tutti gli aspetti relativi alla tutela della professione, della categoria, dei singoli colleghi e della utenza. Tali principali ed inderogabili obiettivi sono perseguiti, tra l’altro, attraverso l’esercizio del potere disciplinare. Della Commissione Deontologia istituita presso il nostro Consiglio Regionale fanno parte un minimo di tre consiglieri dell’Ordine nominati per delibera, numero questo potenzialmente incrementabile in funzione della mole e della specificità di lavoro da svolgere ; la C. D. si avvale della consulenza di un esperto del settore presso il Consiglio Nazionale, nominato anch’esso con delibera consiliare.

Principi ispiratori della Commissione Deontologica

La Commissione Deontologia non detiene poteri decisionali autonomi: qualsiasi segnalazione ad essa pervenuta e da essa vagliata viene discussa in seno all’intero Consiglio, il cui parere risulta definitivo e sovrano.

La C. D. è costantemente aperta al confronto e al dialogo con tutte quelle figure istituzionali e storiche che hanno da sempre affrontato e fatto crescere il tema della correttezza deontologica in Psicologia sia in sede regionale sia in sede nazionale e lo spirito con il quale i membri della C. D. operano è esclusivamente uno spirito di servizio, ad unico vantaggio di una professione la cui immagine continua sovente, per responsabilità di diversa origine, ad essere attaccata e distorta.  

La C. D., nell’accogliere integralmente lo spirito etico, vigile e coerente che ha animato la stesura del Codice Deontologico, è costantemente tesa ad accreditare e mantenere, presso la pubblica opinione, un’alta considerazione degli psicologi sotto il profilo etico-professionale, sempre pronta a contrastare qualsiasi azione professionale che leda l’immagine della categoria o arrechi danno alla professione e al suo sviluppo.

Particolarmente onerosi e permeati di spirito etico appaiono tali intenti nell’esercizio della funzione deontologica nella nostra professione se è vero, come è vero, che gli interventi richiesti ai garanti istituzionali della deontologia non devono rispondere esclusivamente a domande inerenti alla fattibilità tecnica e/o giuridica, ma sfumano molto spesso nella moralità del comportamento intesa in senso più generale.

Garantire i lavori della Commissione Deontologia all’interno di questo Ordine costituisce un onòre ed un ònere non da poco e tutti gli iscritti sono chiamati a collaborare e a sviluppare una coscienza professionale tale da far sì che le energie della C. D. siano sempre più devolute alla crescita della professione e sempre meno alla erogazione di eventuali sanzioni.

La Deontologia va intesa, dunque, come terreno privilegiato dell’incontro e della fusione tra la correttezza, la preparazione e l’etica professionale; il Codice Deontologico come documento che fissa regole aggiuntive a quelle generali date dallo Stato per una specifica professione e che funga da ineludibile punto di riferimento alle cui norme ciascun professionista è tenuto ad uniformarsi.

Per completezza di informazioni conviene a questo punto aggiungere che, presso la C. D. dell’Ordine Nazionale è in atto un apprezzabile e necessario sforzo teso a promuovere il confronto tra le diverse realtà regionali per uniformarne ed omogeneizzarne i metodi e le procedure: la Campania, com’è ovvio, partecipa puntualmente a tali lavori che ritiene indispensabili per un corretto esercizio della funzione deontologica.

Come funziona la Commissione Deontologica?

  La C. D. vaglia dunque tutte le segnalazioni autografe relative a presunte scorrettezze nell’esercizio della professione. E’ fondamentale che tali segnalazioni arrechino la firma del ricorrente, poiché è previsto che tutte le segnalazioni anonime siano cestinate. E’ palese, infatti, che segnalazioni in forma anonima, oltre ad intralciare i lavori della C. D., non contribuisce ad una auspicabile crescita della coscienza e della cultura professionale da parte degli iscritti né ad una concreta difesa della immagine degli psicologi all’esterno.

Proveremo qui a sintetizzare le procedure adottate, rimandando tuttavia gli iscritti alla lettura integrale sul presente sito del nostro Regolamento Disciplinare.

  1. La segnalazione autografa pervenuta all’Ordine è acquisita dalla C. D.;
  2. Nell’ambito di una fase ancora istruttoria, di tale segnalazione s’informa per iscritto l’interessato, comunicandogli i propri diritti e convocandolo presso la sede ordinistica per una audizione alla quale possono aggiungersi, su parere della C. D., testimonianze e/o documenti;
  3. Altrettanto si dispone audizione, per mezzo di convocazione scritta, del ricorrente;
  4. A conclusione di questa prima fase dei lavori gli atti della C. D. sono trasmessi al Consiglio che decide per l’archiviazione o per l’apertura di un Procedimento Disciplinare i cui lavori ritornano, per competenza, alla C. D.;
  5. Sia l’avvenuta archiviazione che l’apertura di un Procedimento vengono anch’esse comunicate in forma scritta sia al resistente sia al ricorrente, i quali vengono nuovamente convocati ed ascoltati dalla C. D..
  6. Al resistente è consentito di presentare le proprie contro-deduzioni e nei suoi confronti è possibile, in caso di necessità, procedere in contumacia;
  7. L’esito del Procedimento e le sanzioni stabilite dal Consiglio dell’Ordine vengono comunicate, in forma scritta ed a cura della C. D., ad entrambi gli interessati.

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