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NOVITA' FISCALI - Flat Tax del 15% per gli psicologi: come funziona?

Tra le novità fiscali per l’anno 2019, da segnalare e da sottoporre all’attenzione della categoria professionale degli psicologi, il regime forfettario per tutti i titolari di partita IVA che nell’anno precedente hanno conseguito compensi fino a 65.000 euro, la cosidetta Flat Tax del 15%, cioè l’applicazione del 15% sul reddito determinato a forfait 78 %(al posto di Irpef, addizionali e Irap, se dovuta).

Un esempio pratico: con un reddito annuo di 35.000 euro si dovrà versare un’imposta sostitutiva di euro 4.095 (35.000x78%x15%) pari quindi al 11.70% del compenso fatturato.

Nuovo regime forfettario: cosa cambia?

Oltre all’estensione del regime forfettario da euro 30.000 a euro 65.000, la Legge di Bilancio 2019 ha abolito dei requisiti, previsti fino allo scorso anno, che impedivano l’accesso al suddetto regime, infatti:

  • viene ammesso anche chi ha in parte redditi di lavoro dipendente e di pensione superiori ai 30.000 euro consentendo a tali soggetti l’accesso.
  • non vi è più nessun limite di accesso nel caso di sostenimento di spese per collaboratori e dipendenti oppure di investimenti in beni strumentali.

All’abolizione dei suddetti limiti, che fino allo scorso impedivano l’accesso al regime forfettario, si contrappongono, tuttavia, nuovi limiti di accesso che sono i seguenti :

  • nuovo limite di accesso per coloro che svolgono attività prevalente nei confronti del proprio datore di lavoro o di un soggetto che lo è stato nei due precedenti anni o comunque nei confronti di un soggetto ad esso riconducibile, tuttavia la causa ostativa scatta soltanto nel caso in cui le operazioni svolte con i datori di lavoro siano prevalenti.
  • oltre i soggetti che partecipano a società di persone, associazioni ,imprese familiari, non potranno aderire al regime forfettario i soggetti che controllano direttamente o indirettamente, SRL o associazioni in partecipazione. Tuttavia, affinché la partecipazione sia incompatibile con il regime forfettario, occorre anche una seconda condizione e cioè che la Srl o l’associazione svolgano una attività riconducibile a quella svolta dalla persona fisica in regime forfettario.

Regime forfettario per gli psicologi: quando conviene?

Non è possibile effettuare una valutazione di convenienza del regime forfettario comune a tutti gli psicologi in quanto dovrà essere attentamente verificata sempre la propria specifica situazione. Tuttavia, alcune considerazioni generali potranno rappresentare un utile punto di riferimento per le prime valutazioni.

Innanzitutto la convenienza all’applicazione del forfait si pone in relazione diretta rispetto alla struttura dei costi del professionista. L’applicazione del coefficiente di redditività vuol significare, in pratica, che i costi forfettari sono pari al 22% dei compensi, conseguentemente, se l’ammontare dei costi effettivi fosse sensibilmente superiore a tale importo potrebbe essere più conveniente uscire dal forfait applicando i criteri ordinari.

Altro aspetto negativo della flat tax è quello di escludere i soggetti aderenti dalla possibilità di beneficiare di detrazioni e deduzioni Irpef e quindi bisogna valutare l’entità delle spese aggiuntive o carichi familiari che si potrebbero dedurre/detrarre. Di seguito riportiamo alcuni indicazioni utili ai soggetti forfettari per la gestione di di alcuni adempimenti:

  • I soggetti che realizzato ricavi o compensi fino a 65mila euro, applicano naturalmente il regime forfettario, possono scegliere il regime ordinario per opzione;
  • I forfettari sono esclusi dalla fatturazione elettronica. Sono obbligati ad emetterla solo se devono fatturare prestazioni nei confronti di una pubblica amministrazione (enti locali, scuole pubbliche, altri enti pubblici ecc.).

Ricordiamo che tutti gli psicologi, quindi anche quelli che non aderiscono al forfait, sono esclusi (solo per il 2019) dalla fatturazione elettronica in caso di effettuazione di operazioni sanitarie.

Chi ha deciso di usufruire del nuovo regime forfettario, dovrà emettere fattura facendo attenzione che sia conforme a quanto richiesto dal regime agevolato. Nella fattura va riportata un’apposita dicitura che serve ad indicare che chi ha emesso la fattura rientra nel regime forfettario. Un esempio di dicitura potrebbe essere “ operazione effettuata ai sensi dell’art.1 della Legge 190/2014 – Regime forfettario”.

  • chi è in regime forfettario ha il vantaggio di non effettuare e di non subire le ritenute d’acconto. Un esempio di dicitura in fattura potrebbe essere: “Si richiede la non applicazione della ritenuta alla fonte a titolo d’acconto ai sensi dell’articolo 1 comma 67 della Legge numero 190/2014”.


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