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LA FASE 2:  “Vieni; usciamo. Tempo è di rifiorire” 

La Fase 2

“Vieni; usciamo. Tempo è di rifiorire” (Gabriele  D’Annunzio)

Il premio Nobel per la pace Muhuammed  Yunus invita il mondo ad uscire dalla pandemia da COVID-19 usando questa occasione non come un vincolo, ma come una risorsa “per costruire un mondo migliore”.

Il nuovo assetto si può raggiungere solo superando gli egoismi individuali, il tempo sospeso e dilatato della quarantena ha consentito una profonda introspezione riportandoci dentro le nostre case, ma anche dentro noi stessi, e ci ha permesso di ri- vedere le “finte urgenze” lontane poi dai reali bisogni.

Riprendere si può solo con nuove consapevolezze, con un nuovo modo di vedere le cose.

Durante gli eventi pandemici sono alti i rischi di sviluppare disturbi d’ansia, depressione, comportamenti auto ed etero aggressivi e a  volte il tentativo di fronteggiare il disagio può manifestarsi con la messa in atto di comportamenti disfunzionali. In questi periodi  aumentano i  fattori di rischio psicosociale legato anche a variabili specifiche come stress economico, disoccupazione, rottura / interruzioni delle relazioni interpersonali.

La fase 2 diventa perciò carica di molte aspettative ed è un momento estremamente delicato sicuramente da attenzionare al fine di valutare le risposte allo stress, la percezione del rischio, le emozioni individuali e i comportamenti virtuosi da adottare in modo da contenere il possibile contagio.

Il ministro Speranza ribadisce che in questo momento è fondamentale essere vicini alle persone che hanno bisogno di un sostegno emotivo per dare ascolto alle loro fragilità ed affrontare insieme le paure.
Dopo due mesi di isolamento sociale si sta riconquistando la possibilità di riprendere e cominciamo a confrontarci con un fuori/altro che in alcuni casi fa paura e blocca in un ritiro all’interno della propria casa. Il rischio di chiusura sociale è in agguato e bisogna rivedere tutti i nostri comportamenti automatici.
Lo stravolgimento delle nostre vite tocca corde sensibili del nostro funzionamento e incide sulla qualità della nostra vita.

Ovviamente siamo di fronte ad una situazione nuova e l’obiettivo è intercettare tutte le forme di malessere e promuovere resilienza.

In questo momento così delicato in cui emergono le fragilità individuali qualsiasi disagio o stato di malessere non va negato ma va formulata una richiesta di aiuto.

Bisogna attuare una azione di sorveglianza e monitoraggio nel tempo sia riguardo la popolazione generale che le persone più vulnerabili come indicato anche nelle linee guida del gruppo di lavoro dell’ISS sulla salute Mentale ed emergenza COVID-19.


Antonietta Grandinetti
Consigliera e Coordinatrice Commissione Sanità
Ordine Psicologi Campania



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